Ho-oponopono è “Essere Felici”!
Dobbiamo sì pulire incessantemente (come dovrebbero fare tutti
ma è importante cominciare a considerarci al di là del ruolo che rivestiamo di donna/uomo/ mamma/papà professionista, sportivo, amico, confidente, genitore, figlio, innamorato ecc…. Cosa potrebbe renderci felice? Qual è il nostro sogno primario? Cos’è che ci fa vibrare forte e chiaro? Che cosa ci fa fremere? Cosa possiamo immaginare (creare) per essere felici qui e ora?
Guardiamo in faccia i nostri sogni, amiamoli e teniamoli, consideriamoli preziosi perchè lo sono, visualizziamo i nostri obiettivi e sentiamoli, viviamone la gioia, mettiamo le cose in modo che possano esistere e crediamoci. E poi dimentichiamocene, niente aspettative, il divino a volte fa giri più ampi o ha progetti migliori per noi (noi Josaya lo sperimentiamo continuamente). Godiamo nel qui e ora e siamo grati per tutto ciò che c’è, che abbiamo, ma anche che non abbiamo e per ciò che arriva di qualunque cosa si tratti. E’ qui la chiave, il presente in cui crogiolarsi beatamente in ogni sua forma (anche quando non sembra), onorando innanzi a tutto e a tutti l’amore e la gioia per e di noi stessi. Vivere felicemente l’adesso per mantenere alta la vibrazione e poter espandere il nostro campo d’amore in noi, per noi e tutto attorno a noi (proprio come fa Vodafone …ahahahahaha). Tu davvero sei avanti e lo sai.
Fidati di te, è tutto nella norma, lo constaterai strada facendo, sempre con più gioia e leggerezza.
Non dobbiamo “impegnarci”, non è necessario fare fatica nel cercare di applicare le tecniche, sono sostanzialmente un allenamento ad AGIRE COME SE FOSSE L’AMORE A FARLO. Guardiamo con amore, fluiamo con amore, siamo, con leggerezza, amore emanando amore: questo creerà una vibrazione sempre più “solida” e costante nel nostro campo energetico e di conseguenza in quelli che ci circondano ad espansione infinita. GRAZIE, TI AMO!
Il nostro amore è forte e chiaro per contribuire insieme alle benedizioni dell’Universo al meglio per noi.
Fidiamoci finalmente di noi, di Ho-oponopono e dell’Universo, se applichiamo correttamente arriva tutto oltre i nostri più rosei desideri, ma probabilmente non come ci immaginiamo o ci aspettiamo. L’universo e il divino invece lo sanno cosa devono fare, lasciamo fare a loro, noi dobbiamo solo arrenderci emanando gratitudine e amore per ogni cosa già presente, per la gioia che abbiamo di esistere, per chi e cosa siamo.
Altra notizia… la pulizia non finirà mai. Ovvero questo è uno stile di vita e anche il dottor Hew Len lo ribadisce continuamente che non può saltare neppure un giorno, neppure un’ora… Dopo un po’ il mantra entra come un disco, noi Josaya non ce ne rendiamo neppure più conto, un sottofondo che lavora da sè, un programma che s’è installato nel subconscio che lavorerà per tutti noi.
“Recitare il mantra tutte le volte si riesce” può andare bene per iniziare, ma molto probabilmente non è abbastanza. Inizialmente (è fattibile fidatevi) anche le 24 ore al giorno sono appena sufficienti. Dobbiamo scrostare un passato (e un presente sempre in produzione) disinnescando milioni di programmi. Quando questo inizia ad andare a regime (per alcuni immediatamente ma spesso ci vuole allenamento per vedere “cose o eventi particolari” perchè è umano avere inconsce aspettative) la propria esistenza si trasmuterà completamente. L’abitudine a godere esattamente di ciò che siamo e di ciò che abbiamo con profonda gratitudine (e senza aspettative) è qualcosa che va ben oltre le “buone intenzioni e il fatto di crederci”. Poi diventa un automatismo, il mantra entra in funzione da sé, entra letteralmente in circolo, senza bisogno di noi e del nostro intervento razionale. E’ un meccanismo che ha bisogno di sgorgare dal cuore, diviene un fatto “naturale” una volta acceduto al sistema profondo dell’intenzione “senza secondi fini”. E’ un lasciar spazio, respiro e vita a quella parte più “indifferente” a ciò che ci circonda, quella che gode, vive e gioisce solo per il fatto di esistere, per onorare questo grandioso miracolo di esserci. Quella che nel suo stato naturale “è FELICE!”
Intanto che sia sempre ovvia la pulizia, quotidiana, incessante, colante di fiducia, su quelle che sono le nostre percezioni. Appena entriamo nel contesto mentale di disturbo, sostituiamo con il mantra qualsiasi pensiero, è molto più semplice di quello che sembra… basta farlo!
E quando abbiamo buone sensazioni (cosa che accadrà con sempre maggior frequenza) ricordiamo sempre di ringraziare l’Universo: è il miglior modo perchè il nostro stato positivo si espanda.
Benediciamo noi stessi, i nostri amici, i nostri parenti, l’ambiente, gli oggetti, e tutto quello che ci circonda e con cui abbiamo a che fare. Il qui e ora è quello che forma il qui e ora del momento dopo e la responsabilità è completamente nostra… al 100%! Questa parola “responsabilità” che preoccupa e “pesa” è allo stesso modo traducibile con Potere completo di scelta, decisione e creazione. E’ il nutrimento e lo stimolo di quello che vuole il nostro spirito e la nostra anima.
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Mamma come Amore
Abbiamo spesso parlato di bambini qui sul blog, cioè dei piccoli uomini e delle piccole donne che saranno il nostro prossimo futuro, che sono l’incarnazione della nostra continuità e che si occuperanno di portare i nostri geni avanti nel mondo.
E’ naturale e doveroso riservare loro uno spazio ampio e attento perchè possano procedere nell’esistenza sempre più colmi di fiducia e di amore. E domenica 8 maggio è la festa della mamma. E di queste oggi parliamo, delle mamme.
Pur festeggiandosi in tutto il globo non ha ovunque una data stabilita, per noi in Italia (nel 1957 ad Assisi la prima festa) è stata posta la seconda domenica di maggio. Ben prima arrivarono gli Stati Uniti, nel 1870 fu proposta la Giornata della Madre, ufficializzata poi nel 1914 come omaggio di gratitudine e amore e suggerimento di pace. Anche se strada facendo ha ceduto la sua originaria nobiltà a un discorso più commerciale, ha origini molto antiche ed è legata al culto della fertilità. Perlopiù celebrata nel periodo primaverile (secondo la latitudine) nel tempo che sancisce la fine dell’inverno freddo e rigido che si apre alla prosperità della stagione più adatta nel preparare i frutti migliori.

Mamma è spesso la prima parola che il bimbo pronuncia, mamma è un suono che ci accompagna anche quando mamme non siamo diventate. Una mamma ognuno di noi l’ha o l’ha avuta, e che sia un rapporto armonioso o meno (e se non lo è abbiamo tutti gli strumenti perchè lo divenga senza pregiudizio di tempo o luogo, nel continuum qui e ora) è stata colei che ci ha permesso di accedere alla Vita.
Solo per questo le dobbiamo amore e gratitudine infiniti, il resto è nostra responsabilità al 100%.
Con la tecnica di Ho-oponopono abbiamo imparato a prenderci cura del nostro bambino interiore e in questo compito anche il dottor Hew Len ci ha suggerito di (femmine o maschi, madri o meno) di trattare il nostro Unihipili (o subconscio) come la parte più preziosa e delicata che abbiamo. E’ il nostro primo collaboratore al quale possiamo insegnare tutti i processi di pulizia perchè anche lui con noi possa chiedere alla divinità di dissolvere ogni nostra memoria e credenza limitante.
Il mantra Mi Dispiace, Perdonami, Grazie, Ti Amo insieme a lui sarà ancora più speciale.
Nel trattare col nostro bambino interiore facciamo in modo di averne la massima cura e attenzione, amiamolo e confortiamolo, diamogli fiducia, teniamolo sempre presente nel nostro cuore.
Egli c’è e vive attraverso la nostra attenzione e considerazione. Cerchiamo di essere le madri migliori che possiamo, è un’occasione unica per esprimere tutto il nostro amore e per esserne ricambiate/i nella maniera più potente che possiamo immaginare.
“Una mamma è colei che crede di essere una madre, ma non lo è; pensa di esserlo, ma non lo è perché essere una madre è molto, molto difficile, mentre essere una mamma è molto facile. Il solo procreare è sufficiente per essere una mamma: non è necessaria alcuna comprensione. Il mondo intero è pieno di mamme, ma trovare una madre è molto difficile. Una madre è colei che ti aiuta ad essere te stesso. La mamma è colei che pensa, che crede di amarti, ma in realtà ama se stessa e desidera solo che tu diventi una proiezione delle sue ambizioni. E questo vale anche per i papà. Potrai trovare delle mamme e dei papà ovunque: hanno corrotto il mondo intero. Freud dice che, se esaminiamo le nevrosi in profondità, si troverà sempre una mamma alla base. Tutta la psicoanalisi converge, alla fine, su problemi che la mamma ha creato. Quindi la mamma è la simulazione di una madre, la controparte fisica della madre spirituale. Essere una madre è molto difficile. Solo colei che è arrivata a casa può essere una madre. Procreare è molto facile, è naturale, biologico, ma essere una madre è qualcosa di spirituale. La mamma vorrebbe che la seguissi, vorrebbe possederti, farti diventare una parte di sé, un suo possedimento prezioso. Ti sarà attaccata. La madre, invece, ti aiuterà a diventare indipendente. Ti aiuterà a diventare individuo. Ti amerà ma non cercherà di importi nulla. Ti darà il suo amore ma non ti passerà il suo sapere. Ti manderà nel mondo affiché tu scopra la tua verità e trovi la tua vita. Non ti darà né un modello né una forma. Non ti strutturerà, si limiterà ad aiutarti qualsiasi cosa tu possa essere. La madre è l’ideale, accade raramente! Le mamme le trovate ovunque. La madre è l’ideale utopistico, colei che può far nascere la tua anima.”
Osho
Ho-oponopono e bambini – Mabel Katz
Avere dei bambini nei miei corsi di formazione è una delle cose migliori per me.
Ho così tante sincere conferme da loro, perché, come sapete, i bambini non mentono.
Il Dr. Ihaleakala ha sempre detto che è più facile insegnare a una sedia a fare Ho-oponopono che insegnarlo alla gente, perché la gente pensa (Intelletto). Stiamo sempre pensando, confrontando, progettando storie. Noi non siamo mai veramente presenti!
Beh, a quanto pare, è ancora più facile insegnare ai bambini.
Loro non complicano le cose con inutili ragionamenti né sentono il bisogno di “capire tutto” come noi!
Sapevate che, durante la pratica di Ho-oponopono, è meglio se ci addormentiamo? In questo modo non prendiamo il processo in modo personale! Vedete, la mente spesso si stanca per il troppo pensare. Tuttavia, il subconscio (il bambino interiore) non dorme mai, e questa è precisamente la parte con la quale vogliamo condividere queste informazioni.
Ho avuto così tante meravigliose esperienze nell’insegnamento della tecnica di Ho-oponopono ai bambini.
Non molto tempo fa, una mamma venne da me dopo una conferenza e mi disse che suo figlio voleva dirmi qualcosa. Il ragazzo aveva 8 anni, e disse: “Ho detto a mia mamma, ‘Grazie di portarmi.’ Ho intenzione di praticare questa tecnica così avrò meno problemi quando sarò grande.”Allora la mamma mi consultò per un problema che aveva. Voleva il mio consiglio. Così ho guardato il suo ragazzo e gli ho chiesto: “Che cosa diresti a tua madre?” E il ragazzo ha detto, “vorrei dirle di non preoccuparsi così tanto, di non prenderla così sul serio.” Poi ho detto alla mamma: “La prossima volta che hai un problema, chiedi a tuo figlio! “
Tutti i bambini hanno così tante storie da raccontare quando tornano come partecipanti ripetenti.
Ci sono stati dei ragazzi in Romania che sono tornati da soli, perché i loro genitori non potevano esserci quel giorno. Questi bambini hanno insistito per venire, anche se i loro genitori non potevano esserci! Così i genitori hanno dovuto accompagnarli la mattina e venirli a riprendere alla fine del seminario.
In Argentina, una ragazza si avvicinò a me durante una pausa e mi chiese “Mabel, come fai a sapere così tante cose su Ho-oponopono? ” La mia risposta è stata: “Non lo so.”
E’ molto più facile lavorare con i bambini. Quando dico ai bimbi, “Basta dire ‘grazie’ e lasciarsi andare,” i ragazzi se ne vanno in giro per la stanza, saltano e corrono, ripetendo “Grazie”. Quando dico agli adulti di dire “Grazie”, gli adulti chiedono: “Come si dice Grazie per te?”, “Cosa devo dire? “, “Ho bisogno di sentirlo? “
Stiamo sempre cercando di capire, ma non c’ è nulla da capire, e i bambini lo sanno.
L’anno scorso, quando sono andata a Caracas, in Venezuela, un bambino di 5 anni venne da me durante una delle pause e mi disse: “Sai Mabel, ho un amico che sta sempre piangendo perché vuole sempre quello che ho io. Nella vita, devi dire grazie per quello che hai. Non si può stare sempre alla ricerca di quello che hanno gli altri! “
Che lezione! Pensate ancora che i vostri figli sono qui per imparare? Che sia necessario dire loro cosa è giusto e cosa è meglio per loro? In realtà, essi sono il nostro guru e sono venuti per insegnarci. Sono qui per darci una possibilità in più.
Se non sappiamo ciò che è giusto per noi, come si facciamo a sapere ciò che è giusto per loro?
Quest’anno a Caracas, in Venezuela una mamma ha detto che suo figlio aveva cambiato idea e non voleva più partecipare al corso e quindi lo hanno portato a parlare con me il primo giorno.
Quando gli ho detto che lui non doveva stare necessariamente con noi, che avrebbe potuto semplicemente sedersi sul pavimento nel retro della stanza e giocare con i suoi giocattoli, ha accettato e ha detto che andava bene rimanere. Beh, ha finito scegliendo di sedersi in prima fila e non si è mosso dalla sedia per tutto il seminario (entrambi i giorni!). Il primo giorno è stato Ho-oponopono e il secondo giorno di frequenza Zero ®. Il secondo giorno, abbiamo lavorato per identificare i nostri talenti e le nostre passioni. Ha partecipato a tutti gli esercizi interattivi, sempre con gli adulti in qualità di partner. Alla fine, quando ho chiesto se qualcuno aveva qualcosa da condividere, è balzato in piedi dalla sedia parecchie volte per condividere con noi come stava facendo per a utilizzare gli strumenti del seminario per aiutare gli altri e cambiare il mondo. E’ stato stupefacente.
Ricordate: parlate ai vostri figli mentre dormono! Non dite loro che il giorno dopo, facciano i loro letti, mettano via i loro abiti, aiutino nelle faccende di casa e studino per ottenere buoni voti. Dite loro SOLO: “Io ti amo. Grazie per essere nella mia vita. “Anche se il bambino non è sveglio, parla con lui o lei quando sai che sta dormendo! Otterrai risultati migliori. E se si “deve” dire loro qualcosa mentre sono svegli, dite solo “Ti amo. Grazie per essere nella mia vita.”
Questo è tutto ciò che hanno bisogno di sentire.
Poi rilassatevi. C’è qualcuno che li conosce molto meglio e si prende cura molto bene di loro. Tu non sai davvero perchè i tuoi bambini sono venuti a fare questa esperienza in questa vita. Lascia che i tuoi figli siano i tuoi insegnanti.
Apprezza la loro esistenza e ciò che sono venuti a dare te, e tutti trarranno benefici incommensurabili.
Essere genitore potrebbe essere più facile di quanto si pensi e sicuramente più gratificante ed efficace se vi ricordate solo un paio di verità. Ogni volta che diciamo “Grazie” o “Ti amo” (anche solo mentalmente), invece di reagire, cercando di controllare, e preoccupandosi, si dà il via libera alla divinità per guidare e proteggere i nostri figli. Ricordate, Dio ha creato i vostri figli e sa ciò che è meglio per loro. Tu no.
La maggior parte delle frustrazioni dei nostri ragazzi derivano dal fatto che siamo così addormentati.
Non dite loro cosa fare. Date loro attenzione, ascoltateli. Che siano il loro vero io. Incoraggiate i vostri figli ad accettare se stessi.
I bambini felici non sono mai un problema per nessuno.
Quando siamo a posto, i nostri ragazzi sono a posto.
Traduzione by Josaya
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