Josaya intervista Mabel Katz

Ecco la trascrizione dell’interessante intervista che ci ha concesso Mabel Katz la sera prima del suo splendido Seminario tenutosi a Bellaria il week end scorso. L’audio della ripresa non è dei migliori, la cosa è stata improvvisata e non preventivata, e Sandro ha ripreso col cellulare facendo del suo meglio. Il contenuto è ottimo e l’opportunità è stata davvero un dono del Cielo. Un Grazie di cuore ad Alvise Fedrigo, responsabile Macro Eventi, che ha tradotto in simultanea la conversazione.

Buona lettura!

Josaya

 

Buongiorno Mabel, grazie innanzitutto per la tua disponibilità. Quando abbiamo saputo che avevi accettato di concederci questa intervista abbiamo preparato parecchie domande, perché vogliamo approfittare di questa grandissima opportunità che l’universo ci ha servito su un piatto d’argento! Si sono realizzate una serie di coincidenze che ci hanno permesso di essere qui ora con te che hanno davvero dell’incredibile. Ma sappiamo bene tutti che se l’universo è d’accordo, ogni situazione si realizza per il meglio di tutte le parti in causa con naturalezza e semplicità!

Giò: Allora Mabel innanzitutto ci piacerebbe sapere come sei arrivata a conoscere Ho-oponopono?

Mabel: Ho iniziato la mia ricerca quando mio figlio più grande mi ha parlato in un modo molto brutto, mostrandomi esattamente come io mi stavo sentendo. Quel giorno ho preso la decisione e mi sono detta “Devo fare qualcosa”. Sapevo esattamente come si sentiva e mi sono detta: “Non è questo quello che voglio per lui!” Evidentemente quel suo stato d’animo non era diretto verso la felicità. In realtà aveva tutto quello che si può pensare possa servire per essere felice, ma nonostante questo era in crisi. Allora io non credevo assolutamente in niente di quello di cui parlerò domani. Secondo me quelli che parlavano di queste cose erano dei “fuori di testa”! Io credevo solo a quello che potevo vedere e toccare. Ho iniziato la mia ricerca rendendomi conto che c’era moltissimo “dramma” intorno a me. Ho seguito tanti seminari, ho sentito un sacco di storie, e le persone piangevano e condividevano il loro personale dramma, “mia mamma mi ha fatto questo, mio papà mi ha fatto questo”! E allora mi sono detta: “Accidenti deve esserci un modo più facile!” e allora ho iniziato a cercare.

Un giorno ho incontrato qualcuno che stava promuovendo il mio maestro Ihaleakala Hew Len, e ho deciso di seguire il suo seminario. Non fu quella volta che compresi che Ho-oponopono era quello che stavo cercando. Ho dovuto partecipare a più di un seminario per riuscire a sentirlo davvero. Ma un giorno ho detto: “Cavolo è proprio questo che sto cercando”! Niente Guru. Io sono il mio Guru! Tutto quello che cerco ce l’ho già in me stessa. 100% di responsabilità! Wow! Sono libera adesso! Non devo più diventare pazza per cambiare tutti quanti! Ho bisogno di cambiare solo me stessa. E quando io cambio me stessa tutto cambia! E questa è la via più facile! E’ davvero facile perché funziona in modo così diretto. Fuori non c’è niente che sa cosa bisogna cambiare, sono io che so cosa devo cambiare.

Silvia Paola: Come definiresti un illuminato?

Mabel: La prima caratteristica… li riconosci perché sono felici! Sono felici in pace a prescindere da quello che sta accadendo intorno a loro. Non stanno continuamente a lamentarsi, a complicarsi la vita. Io credo che siamo tutti illuminati, in certi momenti! E poi torniamo ad addormentarci. Per lo più siamo sempre addormentati. Ogni tanto ci svegliamo e capiamo chi siamo veramente. E quando siamo felici siamo illuminati. Dobbiamo soltanto essere sé stessi. Tu non sei il tuo nome, tu non sei i tuoi problemi, tu non sei i tuoi ricordi, non sei le tue opinioni, nemmeno i tuoi giudizi, le tue credenze, non sei tu queste cose! Quindi quando siamo noi stessi non siamo nessuno di questi cd che suonano. Quando siamo noi stessi siamo illuminati, felici e in pace.

Giò: Mabel pensi che Ho-oponopono possa essere insegnato?

Mabel: Sì, ma è molto importante che noi prima lo pratichiamo sufficientemente su di noi. Una parte del programma di Ho-oponopono prevede l’assunzione del 100% di responsabilità, né consegue che non c’è nulla fuori di noi e quindi non c’è nessuno a cui insegnare! Tutto sono i miei pensieri. Quando io aggiusto i miei pensieri sulle persone, le cose si mettono a posto per tutti. Sembra che le altre persone cambino, ma sono io che sto cambiando. Una delle caratteristiche necessarie per insegnare Ho-oponopono è quella di fare prima tantissimo esercizio, perché devi avere un certo livello di pulizia mentre parli agli altri, stai spiegando Ho-oponopono  perché stai facendo Ho-oponopono.

Non devi farlo in modo automatico giusto perché hai seguito un seminario, devi farlo intensamente, deve diventare una pratica. E’ molto importante che quello di cui parli agli altri ti derivi dall’ispirazione divina e non sia qualcosa che invece ti viene dalle memorie. Sembra facile, ma non è così facile!

Giò: Quindi Ho-oponopono deve diventare un modo di essere. Non può essere una tecnologia che può essere trasmessa se tu non sei allineato con questo modo di vivere.

Mabel: E’ una filosofia, è un modo di affrontare la vita, io lo chiamo la via più facile, ma non è facile farlo sempre, perché noi siamo sempre arrabbiati con le cose, non possiamo aiutare gli altri in questo caso. Sono tutte memorie, dobbiamo fare il meglio che possiamo. E anche le persone che insegnano questo si trovano ad affrontare le stesse difficoltà. Anch’io ho davvero ancora un sacco di cose da pulire.

Giò: Quindi l’insegnante è un po’ un esempio, che poi chi è allineato riesce a seguire e chi non lo è fa più fatica o non ci riesce per niente.

Mabel: Sì ma è davvero molto importante che le persone sappiano che io (che in questo caso sono l’insegnante) ancora ho molte difficoltà che condivido con  le persone che mi seguono, ancora giudico le persone, e critico e mi lamento. Altrimenti le persone rischiano di porsi di fronte ad Ho-oponopono dicendo “Ah questo non è per me non funziona con me!”, “Non sono bravo abbastanza”, “Va bene per tutti, ma non per me!” E’ importante sapere che avremo dei momenti in cui non saremo capaci di lasciar andare. Quindi è fondamentale avere molta cura di noi stessi. Dobbiamo amarci esattamente così come siamo, e facciamo il meglio che possiamo. Siamo umani, e facciamo del nostro meglio.

Silvia Paola: Cosa pensi del fatto che i principi portanti di Ho-oponopono si ritrovano identici, anche se spesso oscurati da montagne di inutili sovrastrutture, in tutte le religioni e nelle dottrine del mondo?

Mabel: Molto umilmente, io penso che la religione sia una questione di potere e controllo. Ho-oponopono viene dall’Amore, esiste un solo Dio, siamo tutti la stessa famiglia, nella stessa ricerca.
A proposito delle domande che abbiamo dentro, nella mia esperienza personale, io Dio l’ho trovato in me. Non credevo in Dio. Quando l’ho incontrato l’ho trovato dentro di me. Io dico alle persone, se trovi Dio la domenica in chiesa, continua ad andare la domenica in chiesa. Ma fai qualcosa! Qualunque cosa funzioni per te va bene, ma falla!

Dobbiamo smettere di lamentarci, di criticare, di vederci come vittime. E’ importante sapere che abbiamo tre scelte e dobbiamo comprendere che cosa effettivamente è importante per noi. E se non lo facciamo, va bene, ma io dico alle persone: “Allora non lamentatevi”. Perché non scegliere, è scegliere! E’ scegliere di non scegliere! Quindi poi non lamentatevi! E’ ok! Tu sei ok! Ma non ti lamentare! Siamo liberi!

Giò: Una domanda molto materiale. Cosa diresti alle persone che si lamentano del costo eccessivo dei seminari?

Mabel: La prima cosa da focalizzare è che se tu devi essere qui, sarai qui! Il denaro arriverà, ma devi saper lasciare andare. Devi permettere all’Universo di procurarti il denaro che ti serve per essere dove devi essere. Ma senza continuare a lamentarti, a criticare… quello non ti porta i soldi che ti servono! Adesso vi dirò cos’ho imparato dal mio maestro Ihaleakala Hew Len. La prima volta che organizzai un suoi seminario a Los Angeles, gli dissi: “Ci sono un sacco di persone che vorrebbero venire, ma che non possono pagare”. Egli mi rispose: “Puoi fare quello che vuoi, ma ricorda che quando tu aiuti qualcuno ad attraversare il fiume, non solo privi quella persona della possibilità di imparare ad attraversare il fiume da solo, ma tu ti carichi del peso della sua esperienza mancata, sulle tue spalle, e non è giusto assumersi il peso degli altri.” Io non so cosa sia giusto per me, come faccio a sapere cosa sia giusto per gli altri!

Delle volte, delle persone costringono altre persone a venire ai seminari, magari pagano loro la quota di iscrizione, ma non serve a niente! Perché se le persone non sono pronte a ricevere determinate informazioni, sembra che ricevano delle notizie, degli insegnamenti da me, ma non è così! Le informazioni arrivano direttamente dal divino e non tutti ricevono le stesse informazioni. Tu ottieni in base a quello che dai e a quello che sei pronto a ricevere e a comprendere. Quindi è importante rispettare questa regola. Se ci dispiace per le altre persone, non stiamo facendo loro del bene, non li stiamo aiutando! Ho-oponopono è dire “mi dispiace” per quello che c’è in me per cui le altre persone non possono venire, questo aiuta! Perché stai affidando quelle persone al Divino. Se quelle persone devono venire qui Dio le aiuterà, non io!

Ho delle storie bellissime da tutto il mondo, di persone che non potevano venire perché economicamente non se lo potevano permettere, e sono accadute loro delle cose bellissime che hanno procurato loro i soldi necessari! Quindi se tu devi essere qui sarai qui, ma devi saper lasciar andare! Devi dare il permesso all’Universo. Ma vedere le persone come delle vittime come dei poveri compatibili, non le aiuta. Se io sono ok, tutto il resto sarà ok! Le persone che stanno venendo, sono le persone giuste che devono venire! Noi siamo il problema, non siamo quelli che devono essere ripuliti. Ecco perché saremo qui domani! Qualunque cosa metteremo a posto dentro di noi, verrà messo a posto anche fuori!

Io Amo Ho-oponopono e funziona per chiunque, ma non è per tutti! Ci sono persone che sono troppo assuefatte ad agire e comportarsi come se fossero delle vittime delle circostanze o a lamentarsi, è la loro scelta; sono libere! Chi sono io per dire loro cosa devono fare? Io semplicemente lascio andare e le giuste persone arriveranno! Non è importante il numero delle persone presenti, la cosa importante è che siano le persone giuste! Se c’è una sola persona che non vorrebbe essere là, ma c’è… è un guaio! Tutto andrà male! Noi puliamo per questo!

Rappresentante Redazione Macro: Il tuo libro “Scopri la via più semplice” contiene una bella dedica ai tuoi figli. Cosa ne pensano loro del grandissimo lavoro che stai facendo? E come procede la loro ricerca nella via più semplice?

Mabel: Io sono benedetta da Dio. Ho la cosa migliore che Dio potesse darmi! Ho una storia molto particolare con i miei figli. Perché quando io ho divorziato, mio marito ha voluto tenere i bambini con sé e io glieli ho lasciati! Siccome io già credevo in  Dio ho accettato. Ho pensato che se Dio mi stava chiedendo questo, significava che era giusto farlo. I ragazzi avevano 14 e 11 anni e io li ho lasciati. Chiunque avrebbe detto: “Terribile!” “Che mamma degenere!” Invece è stata una benedizione per ognuno di noi! Avrei un sacco di storie da raccontarvi, ve ne dirò soltanto un paio!
Tutte le volte che hanno un problema, ancora oggi vengono a domandarmi: “Mamma come devo fare con Ho-oponopono?”
Un paio di anni fa sono stata in Israele e mio figlio più piccolo era in Israele per coincidenza nello stesso periodo, con un gruppo di suoi amici della sua età. Lui venne con gli amici alla mia conferenza, e tutti i suoi amici volevano conoscermi. Lui ha raccontato a tutti cosa facevo. Ci siamo scambiati un bellissimo abbraccio e abbiamo pianto tutti e due e la prima cosa che mi ha detto è stata: “Mamma c’è un sacco di roba da pulire qui!” “Sto pulendo un sacco di cose!”
I miei figli si amano profondamente fra di loro, e questo è accaduto quando li ho lasciati. Loro lavorano assieme. E quando il più vecchio tira fuori qualche problema e chiede consiglio al più piccolo “Lionel cosa dobbiamo fare?” “Puliamo!”
Quando io vado un po’ in crisi, e parlo con lui dei miei “problemi”, lui mi guarda e mi dice: “…e allora? Pulisci! Pensavi che Dio ti avesse dato questo perché dovesse essere facile?”

C’è ammirazione reciproca, io stimo loro e loro stimano me! Dicono: “Mamma continua ad ispirare le persone!”
E’ bellissimo! E’ incredibile! Ho una relazione stupenda con loro. Mi aiutano nel mio lavoro, mi danno delle idee. Non avrei mai sognato di arrivare ad avere questo. Siamo amici.
Quando racconto alla gente di questa parte della mia vita, non lo dico perché le persone facciano come me o mi prendano ad esempio. Sapete perché voglio che le persone lo sappiano? E’ un grande esempio di come noi non sappiamo in realtà niente! Consideriamo delle cose giuste, quello che abbiamo imparato essere giusto, quello che una mamma dovrebbe giustamente fare. Solo Dio sa! E sa quello che è perfetto per tutti. E anche i miei figli potrebbero dirvi questo. E’ bellissimo! Grazie

Sandro: Mabel un saluto ai ricercatori italiani

Mabel: Sono molto contenta di essere in Italia! E’ la mia prima volta e sono molto molto contenta come argentina. Perché so che abbiamo molte cose in comune. Il sangue che ci scorre. Avevo davvero un gran desiderio di venire in Italia e incontrare gli Italiani. Così domani staremo qui tutti insieme, Grazie!

13 risposte a Josaya intervista Mabel Katz

  • maddy scrive:

    grazie grazie grazie

  • Ale scrive:

    semplicemente e visceralmente GRAZIE

  • Claudio scrive:

    leggere questa intervista…. la migliore delle cure….
    siamo i maestri, i responsabili di noi stessi e ciò è magnifico, perchè non siamo in balia del destino, ma gli artefici ed i modificatori dello stesso.
    Bellissimo
    Claudio

  • daniela scrive:

    Bellissima testimonianza questa di Mabel Katz…grazie di cuore,per avercene resi partecipi! :)

  • MARIANO scrive:

    GRAZIE – GRAZIE – GRAZIE !

  • Barbara scrive:

    Grazie veramente di cuore, non si può aggiungere nient’altro a questa bella testimonianza. Dice già tutto…..Grazie ancora…..

  • Grazia scrive:

    Grazie di cuore !
    Grazia K.

  • anna scrive:

    grazie grazie grazie :) siete fantastici! namaste ;-)

  • baruk scrive:

    Mabel, grazie! Mi stai confermando quello che Dio sta mettendo nel mio cuore!

  • Anna Maria scrive:

    Nel mio percorso di crescita interiore ho fatto molti “incontri”, ognuno dei quali mi ha portata ad una svolta precisa e ad una crescita, necessarie e assolutamente in sintonia con il momento.
    La conoscenza di Ho-oponopono rientra in uno di questi incontri e l’intervista con Mabel Katz me lo conferma ulteriormente.
    Quindi, non posso che dire ancora una volta: grazie!

  • morgana scrive:

    pulire pulire pulire, non si finisce mai di pulire, e quando credi di aver finito….pulire ancora !
    è come quel…marito che torna a casa e picchia la moglie… lui non lo sà ma lei sicuramente si!! ah ah ah battuta!!
    quindi pulisci tu non lo sai ma il tuo IO sicuramente SI!
    grazie mi dispiace perdono ti amo
    morgana

  • Cris scrive:

    Grazie mille per queste testimonianze e per il vostro lavoro.
    Mi Dispiace, Perdonami, Grazie, Ti Amo

  • marta scrive:

    bellissima testimonianza…grazie grazie grazie

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