Una casa divisa di Ihaleakala Hew Len, Ph.D.

Una casa divisa contro se stessa non può farcela. Questo è valido per le nazioni, per le comunità, per le organizzazioni e per le famiglie, così come per gli individui. Nella Casa dell’umanità, l’individuo è il denominatore comune. Quando le persone sono divise, la casa è divisa.

Il processo comporta la rimozione della rabbia, della paura, del senso di colpa, del risentimento, delle forme pensiero e delle energie velenose e tossiche che dividono la mente, la casa della persona, provocando cadute, disarmonie e la malattie.

Lo scopo della vita è quello di tornare all’Amore, momento per momento. Per raggiungere questo obiettivo, l’individuo deve capire e accettare che lui è responsabile al 100% della vita che crea. Egli deve rendersi conto che sono i suoi pensieri che creano la sua vita così com’è, momento per momento. Ciò che crea il problema non sono le persone, o i luoghi o le situazioni, ma tutti i pensieri legati a questi argomenti. Si deve divenire consapevoli del fatto che non c’è nulla che agisce in qualche modo “fuori”. Persone, luoghi e situazioni esistono solo in base a ciò che si pensa.

Un problema è una memoria tossica che si ripete, quella che Shakespeare ha descritto come un “forte gemito che gemette”. Una memoria tossica che si ripete, la mente si divide contro se stessa, contro l’Amore. La versione aggiornata di Ho’oponopono è un processo di pentimento, perdono e trasmutazione, una richiesta di Amore, di vuoto e di prendere il posto dell’energia caratterizzata dalle memorie tossiche. L’Amore porta a compimento questo fluire attraverso la mente, a partire dalla mente spirituale verso la super coscienza. E continua il suo viaggio attraverso la mente intellettuale, verso la mente consapevole liberando l’energia del pensiero. Infine, si muove verso la mente emotiva, il subconscio, lasciando i pensieri vuoti di emozioni tossiche che vengono sostituite.

Questo è uno strumento di depurazione del pensiero che chiunque può usare per scaricare le sue energie tossiche associate ai pensieri, pensando mentalmente: “Accendo la luce nei miei pensieri riguardo me, la mia famiglia, i miei parenti e i miei antenati.”

Non ci sono limiti per l’utilizzo di questo strumento. Si tratta di una preghiera fatta per Amare, chiedendo di ripulire i pensieri tossici che dividono la tua mente, la tua casa, riguardo a te, la tua famiglia, i tuoi parenti e i tuoi antenati.

Lo scopo della vita non è cambiato con l’arrivo del nuovo millennio! È e sarà sempre lo stesso: Ripristinare l’Amore momento per momento. La realizzazione di questo obiettivo richiede responsabilità individuale assoluta. Essa richiede la consapevolezza del vero problema che divide l’individuo, poi in secondo luogo, di tutto ciò che lo riguarda. Una casa divisa contro se stessa non può farcela.

http://www.self-i-dentity-through-hooponopono.com/article4.htm

Se vuoi approfondire Ho’oponopono leggi Ho’oponopono La Pace comincia da te

Bentornato a casa nella Terra di Mu – Lois Stokes

Quante volte ho camminato su questa spiaggia? Guardando le onde che raggiungevano la riva… sentendo il vento che mi soffiava il sale in faccia… l’odore pungente di mare e di pesce… Con i piedi immersi in riva al mare e l’acqua fredda che quasi mi lavava il viso… ho guardato l’alba e il tramonto dalla mia postazione preferita… Ho apprezzato la compagnia di pesci e uccelli… delle conchiglie e delle pietre e della sabbia sotto i miei piedi mentre camminavo lungo la riva… Ho apprezzato la densa, dolce coltre di aria tropicale… Quante volte ho respirato dentro e fuori… quante volte?

Quante volte, eppure sono stato così accecato. Non ho visto la mappa che era lì proprio per me. Ero così perso dentro di me che non sentivo che loro mi parlavano. Eppure una parte di me era consapevole di poter sentire la loro presenza. Sapevo che ero a casa. Quante volte ho camminato questa spiaggia?

Non è un caso che sia arrivato a questa bellissima isola giardino. Consapevolmente era solo un viaggio di vacanza. Un tempo per riposare e rilassarsi in un paradiso tropicale. Non sapevo che fosse l’inizio di un viaggio, un viaggio nel punto di non tempo. Un luogo dove il sole si ferma sopra la testa. Un viaggio che avevo già viaggiato, ma che avevo dimenticato. Un viaggio verso casa.

Le leggende parlano del continente perduto di Mu abitato da esseri che venivano dalle stelle, conosciute come le Pleiadi. Un luogo di pace e tranquillità. Kauai, geologicamente, è la più antica delle isole Hawaii, ed è ritenuta da alcuni un residuo di questo paradiso, di questo magico giardino di Mu. Quante volte ho sentito la canzone di queste persone? Quante volte ho sentito i loro sussurri di Aloha?

Si dice che la conoscenza nascosta di queste persone era codificata e conservata nei cristalli prima che la terra si inabissasse. Ho trovato due cristalli sull’isola di Kauai, la Calcite e l’Olivina. La Calcite nasce dalla pioggia filtrata attraverso la sabbia, il calcare, le conchiglie e i coralli e l’Olivina dalla lava del vulcano Pele.

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Quante volte ho camminato questa spiaggia? Non li avevo visti, anche se erano sotto gli occhi di tutti. Ora ascolto ciò che questi cristalli hanno da dire. Sono vivi, consapevoli e attenti. Tornati a me dalla terra di Mu.

La Calcite aiuta a ricordare le informazioni raccolte attraverso i sogni, è utile per canalizzare e per i viaggi astrali. L’Olivina è una pietra che aiuta la visione sottile nella ricerca dell’illuminazione spirituale e per recuperare ciò che è nascosto, dimenticato o smarrito.

Mi sono unito al cerchio degli sciamani, ai guaritori, ai profeti, ai sacerdoti e ai veggenti. Ho imboccato il Viaggio da sopra, da sotto, da dentro … e poi sono tornato alla terra di Mu.

Trovo la leggenda di Mu vivida nei miei sogni. Tutto quello che ho sono i sussurri di questa cultura perduta. Persa sotto il mare. Ma non perduti nel mito e la metafora. Benvenuto a casa mi dicono.

Le maree del tempo si manifestano mentre setaccio la sabbia sulla riva. Mi siedo in meditazione ad ascoltare ogni piccolo cristallo. Uno dopo l’altro ogni cristallo sembra una goccia in un’ampolla. Illuminato dalle loro storie condivido la loro guarigione.

Non è un caso che io sia venuto su quest’isola per diventare cieco. Con me avevo portato delle registrazioni vocali di libri perchè non riuscivo più a vedere. Non è un caso che abbia trovato gli insegnamenti Huna in una forma che potevo sentire. Non è un caso che fossi attratto dalle sequenze dei modelli nei cristalli di sabbia. Quante volte ho sentito dire che non ci sono coincidenze? Quante volte ho sentito dire che tutto funziona perfettamente? Quante volte?

A volte ci vuole del tempo perchè le storie si svolgano
Guarda e ascolta mi è stato detto
Sii consapevole e accorgiti
Tutto è collegato in questa tela dell’esistenza
Focalizzati e vedrai
Il tuo momento presente è quello del tuo essere
Amare lo spirito aiuta a sentire.
Ho trovato la mia storia interiore all’interno di questa magica terra di Mu
Bentornato a Casa

(liberamente tradotto da Huna.org)

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Arigato Masaru Emoto – 22 luglio 1943 – 17 ottobre 2014

Masaru Emoto
22 luglio 1943 – 17 ottobre 2014

Era solito dire: “La vita è Amore, che è un dono di Dio e dei genitori, e la morte è la gratitudine per andare in una nuova dimensione”.

Buon viaggio Masaru Emoto, grazie per tutto quello che hai donato all’umanità.

La tua luce brillerà per sempre.

Arigato.

22 Luglio Festa della Grande Madre

Il 22 Luglio si festeggia la Festa della Grande Madre, questa festa dipende dalla tradizione che seguiamo, ognuno può onorare la sua dea definendola Grande Madre.

Nel tempo ci siamo sempre più resi conto di quanto il legame con la Natura sia fondamentale e imprescindibile e quanto questa connessione abbia il potere di rafforzare l’energia umana che, anche se ‘evoluta e moderna’, ha radici immutabili. Le cosiddette feste pagane, poi adottate e adattate da tutte le religioni indirizzandole al proprio credo, sono una traccia di primordiale emozione e nella loro cadenza ci permettono di osservare e celebrare il ciclo naturale con gioia, rispetto e consapevolezza.

I nomi della Grande Madre sono tanti: Inanna per i Sumeri, Ishtar per gli Accadi, Anat ad Ugarit, Atargatis in Siria, Artemide-Diana ad Efeso, Baubo a Priene, Aphrodite-Venere a Cipro, Rea o Dictinna a Creta, Demetra ad Eleusi, Orthia a Sparta, Bendis in Tracia, Cibele a Pessinunte, Ma in Cappadocia, Bellona a Roma. In Egitto il suo nome è Iside. Figlia di Nut, dea del Cielo, e di Geb. Sposa di Osiride, ucciso da Seth, dio del deserto, e risorto per opera della stessa Iside.

Un tempo, quando anche la Terra era chiamata Madre, era naturale per gli esseri umani sentire il profondo legame che ad Essa ci univa e il rapporto con la Essa, considerata divina, era intriso di gratitudine e rispetto da un lato, e di timore dall’altro. Come ogni madre, la Terra era fonte di nutrimento, vita e piacere, ma era anche spaventosa nella sua ira e nella furia dei suoi elementi.

Il processo di “emancipazione” dell’uomo ha spezzato questo legame e noi, come adolescenti ribelli, abbiamo sempre più rinnegato le nostre radici. Ma la nostalgia per ciò che si è perso è un forte richiamo, e i tempi sono più che maturi per rivisitare il nostro rapporto con la prima fonte di vita.

Approfittiamo di questo tempo dell’anno, che per molti coincide con le vacanze, per fare un passo avanti nel nostro legame con Madre Terra.

A qualsiasi stadio del rapporto ci troviamo, possiamo decidere di progredire dalla capricciosa dipendenza infantile, verso una matura assunzione di responsabilità, fino a scegliere consapevolmente di collaborare con Lei, con la Madre Terra, come esseri alla pari, individui finalmente adulti in grado di contribuire al benessere e alla tutela del nostro pianeta.

Il tempo delle vacanze è una condizione ideale anche per entrare in contatto con la propria interiorità, il mondo della emozioni.

Nella momentanea assenza di attività frenetiche possiamo concederci il piacere di meditare, e rielaborare le esperienze delle scorse stagioni, esercitando una delle più belle funzioni dell’elemento acqua: trattenere ciò che è utile, metabolizzandolo, ed espellere ciò che non ci serve più, lasciandolo veramente andare come una vela sul mare.

“La terra non è materia morta. Essa è viva. Ora cominciate a parlare alla terra mentre camminate. Potete parlare ad alta voce oppure rivolgerle la parola mentalmente. Inviatele il vostro amore con le vostre espirazioni. Sentite il vostro cuore a contatto con il cuore del pianeta. Ditele qualsiasi cosa vi venga in mente. Madre Terra, ti amo. Madre Terra, ti benedico. Che tu possa essere guarita. Che tutte le tue creature possano essere felici. Pace a te, Madre Terra. Per conto della razza umana, ti chiedo perdono per averti ferita. Perdonaci, Madre Terra.”

Solstizio d’Estate in Amore

E’ un po’ come quando ci lasciamo inavvertitamente sfuggire l’attimo, il momento, quel ‘tempo giusto’ per ascoltare, connetterci, ricevere, ringraziare, rispondere, vivere. Quel tempo speciale per sentire la sacralità del qui e ora, in senso profondo, e non prendendo a prestito una scusa qualunque che ci energizzi per andare sempre avanti… Avanti dove poi?

Nel senso che ciclicamente tutto torna e si ripropone ed è straordinario che possiamo sempre salire su quel treno reale, parola da interpretare in tutti i suoi significati, che viaggia senza sosta e che costantemente passa per farci transitare felicemente connessi.

Di questa realtà sovrana siamo parte integrante ma talvolta non ci sembra perchè, frequentemente, guardiamo o stiamo dentro la vita da passeggeri inconsapevoli o al contrario da decisionisti con un unico focus.

C’è chi non sa dove sta andando e perchè, e chi si viaggia da direttore d’orchestra, magari scavalcando o servendosi degli altri. E allora, certe volte, l’esistenza la potremmo percepire come un tempo di occasioni perdute o una battaglia da condurre personalmente, costi quel che costi. Capita di chiederci se ne abbiamo il carattere, o le caratteristiche ‘adatte’, per questo mondo attuale che appare così complesso e competitivo, quasi una giostra impazzita dove stentiamo a ritagliarci un tempo sentito, vero e presente.

In realtà siamo dentro e parte di un meccanismo meraviglioso, basta solo accorgersene e assecondarlo, e per noi umani come per tutti gli esseri viventi di questo sistema, la Natura è sempre il riferimento più importante, potente e realmente regale.

In queste ore siamo nel tempo giusto, una buona occasione per celebrare un avvenimento importante per il nostro sistema solare: il Solstizio d’Estate. Senza voler farne un delirio mistico il semplice accorgersi dei ritmi cosmici, dando loro valore, attenzione e rispetto, può essere un prezioso punto di riferimento per viaggiare con intenzione e intensità nella grandezza e nella magia del Tutto.

Quell’universo che ci riguarda da vicino, che è questo spazio/tempo che abbiamo l’opportunità e l’onore di esistere.

Il Solstizio (dal latino ‘sol stat’, il sole che si ferma) d’Estate è il giorno più lungo dell’anno durante il quale c’è un momento – sabato 21 giugno alle ore 12.51 italiane – in cui il sole pare fermarsi, trionfante nel suo massimo splendore, prima di ricominciare il suo lento declino inverso.

Il solstizio quindi è un momento, si compie in un attimo. Una bellissima immagine anche simbolica del nostro esistere in simbiotico ritmo con la fonte di luce e calore che, unendosi all’acqua, crea e mantiene ogni forma di vita terrestre, momento per momento.

Cercando in internet si possono trovare molte indicazioni e notizie di feste e cerimonie del Solstizio d’Estate, che viene celebrato da migliaia di anni in tutto il mondo, e sono anche estremamente interessanti.

Ma il rituale più potente sarà quello che ci inventeremo per connetterci in Amore e piena intenzione a questo momento che pulsa e si compie e che possiamo fare nostro, farlo diventare noi. Semplicemente prendendoci il tempo di festeggiarlo in noi stessi, come parti senzienti, in accordo consapevole con il respiro del cosmo. Senza chiedere nulla, in pura accoglienza, lasciandoci riempire di luce, energia e nuova forza nella piena coscienza dell’istante di fusione con il Tutto. E’ tanto potente quanto commovente entrare in comunicazione diretta fluendo intenzionalmente tra il visibile e l’invisibile.

Esisterle e viverle è più importante che saperle le cose e le relative emozioni. Sperimentare personalmente la connessione è ciò che ci porta più vicino alla conoscenza di noi stessi e del Tutto nel quale siamo immersi, con sempre nuova e preziosa consapevolezza. E infinita gratitudine.

“Soltanto se si impara qualcosa con il cuore lo si possiede veramente.”
Carl Gustav Jung

Pilastro della Pace dell’IO

Questa meditazione è stata consegnata da Morrnah Simeona ai suoi discepoli con la raccomandazione di renderla pubblica quando fosse giunto il momento.

Kukulu’o ke ao – Pilastro di luce – Antica meditazione Hawaiana

La prima  e unica regola è fare quello che ci si sente, quello che ci viene facile, la cosa più importante è stare bene e immettere nell’universo energia di alto livello. Se una cosa ci appare complicata significa che non fa per noi.

Questa meditazione prevede l’uso della respirazione Ha:

  •  Inspirare lentamente contando fino a 7
  •  Mantienere i polmoni vuoti contando ancora fino a 7.
  •  Espirare contando mentalmente di nuovo fino a 7.
  •  Mantienere i polmoni vuoti contando ancora fino a 7.
  •  Ripetere il processo 9 volte.

Con la prima (1) espirazione immaginiamo una goccia del diametro di circa mezzo centimetro al centro della mente.

Quando espiriamo (2) nuovamente facciamo scendere la goccia lungo la spina dorsale e facciamola uscire dal coccige.

Con l’espirazione (3) seguente la facciamo proseguire fino al centro della terra. Il piko (chakra) della terra è di colore argento chiaro.

Con un’altra espirazione (4) mettiamo la goccia che è color argento chiaro in sintonia con le energie del piko della terra.

Con la prossima espirazione  (5) portiamo la goccia a circa 30 cm sotto i nostri piedi, mantenendo la sua “corda” argento chiaro collegata al centro della terra.

Con la prossima espirazione  (6) il diametro della corda d’argento che collega la goccia al centro della terra si espanderà a circa un metro.

Alla prossima espirazione (7) cominciamo a far salire questa corda che è diventata una sorta di “tubo” su su inglobando noi stessi e oltre oltre fino all’Universo. 

A questo punto ci troviamo all’interno di un  tubo di luce divina che discende su di noi e fa parte di noi.

Con la prossima espirazione (8) facciamo risalire anche la goccia da 30 cm sotto i nostri piedi su su attraverso la colonna vertebrale, su su uscirà dalla sommità della nostra testa e ancora in alto fino a circa un metro sopra la nostra testa.

Infine con l’ultima espirazione (9) espandiamo la goccia verso l’esterno, fino al bordo dell’atmosfera terrestre ad una distanza così grande che non siamo più in grado di vederla.

Dato che tutto il potere è nell’intenzione ci è ora possibile solo pensare una frase che identifichi questo processo, (attualmente c’è chi propone: “Pilastro della Pace dell’IO”), per attivare automaticamente l’irradiazione della Divinità che proteggerà tutto il nostro essere da qualsiasi vibrazione negativa noi possiamo percepire.

Questo strumento può essere utilizzato anche per irradiare armonia attorno a noi e ad altre persone, è un modo in sostanza per inviare la nostra luce e le nostre benedizioni ad altre persone o cose o situazioni.

Ricordiamoci sempre che la “protezione” più invulnerabile è quella che noi stessi possiamo fornire  a noi stessi attraverso il nostro atteggiamento mentale: se noi manteniamo il nostro pensiero concentrato sulla “bellezza” presente in ogni cosa e quindi sull’Amore automaticamente non permetteremo alla paura di entrare nella nostra realtà e la nostra vita sarà protetta e inaccessibile come una fortezza.

Se vuoi approfondire Ho’oponopono leggi Ho’oponopono La Pace comincia da te

Kala e Ho’oponopono – perdono e azione corretta

Il perdono ci tranquillizza come una bella giornata sulla Lanikai Beach.

Recenti studi medici hanno dimostrato che il perdono è un bene per ognuno di noi. Ad esempio, uno studio del 1999 condotto presso l’ università del Tennessee  ha scoperto che le persone che trattengono rancori hanno una pressione sanguigna più elevata e sono pervasi da maggiori stati di  ansia rispetto alle persone che perdonano.

Tradizionalmente gli hawaiani sanno che i conflitti, i rancori, i sensi di colpa e il trattenimento di sentimenti rancorosi sono i maggiori responsabili dell’insorgere delle malattie. Anche per  questo gli Hawaiani praticano Ho’oponopono che riconoscono come  un sistema per individuare i conflitti che, perdonando le persone coinvolte, conduce al riconoscimento della perfezione delle cose.

In tempi antichi, quando una persona si ammalava, un kahuna chiamava a raduno l’intera famiglia per scoprire il motivo della malattia. I membri della famiglia cercavano dentro se stessi le motivazioni di ogni conflitto o di eventuali  sensi di colpa. Una persona poteva così confessare un incidente. La famiglia ne discuteva, e la persona responsabile chiedeva perdono e veniva perdonata. Ognuno perdonava la persona che aveva espresso sinceramente il suo rammarico, ma gli Hawaiani sono andati al di là del perdonare. Essi raggiungevano kala – liberavano se stessi e la persona non solo dalle conseguenze dell’atto, ma anche dalle conseguenze  delle “recriminazioni, rimorsi, rancori, sensi di colpa e imbarazzi che l’atto aveva causato.” (Pukui, Haertig & Lee)

Nella società occidentale di oggi, non abbiamo anziani o medici che possano chiamare la famiglia a raduno per un analisi di ciò che ci fa male nel nostro passato.  Per molti di noi non è possibile radunare completamente le nostre famiglie nello stesso luogo e nello stesso momento, con disponibilità di tanto tempo per parlare e discutere, tanta è ormai è la distanza fisica e/o emotiva tra di noi. Ma anche senza il formale Ho’oponopono ancestrale è ancora possibile ottenere i benefici del perdono.

Anche se nel tradizionale Ho’oponopono ancestrale è importante per la persona che ha causato il problema chiedere perdono, pur facendolo non saremo  in grado di ottenerlo automaticamente. Le persone che ci hanno ferito in passato potrebbero essere morte o non essere disposte ad ammettere i loro errori.

Alcuni sostengono che non dovremmo mai perdonare certe cose perché sono “imperdonabili”. Il problema è che non perdonare gli altri è una questione che  riguarda solo noi stessi, non loro.  Come dice il proverbio “E ‘come mangiare veleno per topi per uccidere un topo.” Non c’è bisogno di perdonare il comportamento, ma è sufficiente riconoscere comunque che la persona è giusta. Possiamo scegliere di perdonare semplicemente per avere la pace dentro di noi.

Chi può perdonare? Tutti! Genitori, nonni, fratelli, sorelle, zii, zie, figli e altri membri della famiglia. Potrebbe essere necessario perdonare ex coniugi ed ex-amanti, così come quelli attuali. Il clero, gli insegnanti, gli agenti di polizia o altri che hanno abusato della loro autorità possono essere perdonati. I capi, i colleghi, i vicini, gli amici. I camerieri, i clienti, gli autisti, i pedoni, i ciclisti. La lista è infinita.

Come si fa a perdonare? Ci sono molti modi per praticare il perdono.

Un modo è quello di immaginare la persona nella tua mente e dirle in silenzio, “Ti amo. Ti perdono. Mi dispiace. Ti prego perdonami. Grazie”. Dirlo più e più volte fino a sentire il nostro cuore ammorbidirsi. Poi proviamo, dicendolo in silenzio, anche mentre siamo assieme alla  persona in questione.

È inoltre possibile combinare questo con una pratica di respiro ha. Quando inspirate, respirate nel perdono, e mentre espirate, espirate il perdono a tutti nella vostra vita, nella vostra comunità e nel mondo.

Quando si pratica il perdono, si rilascia lo stress e si migliora la propria vita.

R. Makana Risser Chai

Ena Vie una voce d’Amore

Ena Vie è un’artista (cantante/cantautrice, poetessa, chitarrista e nomade) che dedica il suo lavoro ad onorare la terra e tutti gli esseri viventi, essendo il suo Messaggio e la sua presenza potentemente evocativi. Le è stata infusa una profonda connessione agli elementi che senza soluzione di continuità impregna tutta la sua musica, la sua arte e la sua vita.

E’ nata e cresciuta a Laguna Beach, CA e la madre dice che quando è venuta fuori dal grembo materno già cantava…

La Musica è stata coltivata interiormente ad Ena fin dalla tenera età. E’ stata circondata dalla pratica della musica devozionale per tutta la sua vita essendo cresciuta nella cultura di una chiesa evangelica che è stata fondata durante gli anni ’70. Ha sempre partecipato alla vita religiosa prendendo parte a quelle funzioni che si svolgevano 3 o 4 volte a settimana, tanto che le fu normale da sempre accettare di fondersi con l’amore e arrendersi al Divino.

Dopo la laurea presso la UCLA, Ena non solo ha lasciato la nativa California, ma ha lasciato la sua chiesa e la sua religione per esplorare il mondo e scoprire come gli altri esprimono la loro spiritualità.

I suoi viaggi l’hanno portata in tutto il mondo dove ha visitato e vissuto in 14 paesi. In uno dei suoi tanti viaggi di ricerca è stata alle isole Hawaii. Lì Ena si è sentita ispirata dalla terra su ciò che aveva appreso nei suoi viaggi e ha scelto di ottenere il Master in studi indigeni e Psicologia Spirituale presso la Naropa University.

E’ stato nel “Indigenous Mind Program” che Ena ha guadagnato la possibilità di studiare gli antichi rituali e le cerimonie con gli anziani indigeni di diverse culture di tutto il mondo. Dopo aver trascorso anni nelle isole Hawaii, in ashram silenziosi, in villaggi europei e nella città sacra di Gerusalemme, Ena ha cominciato a tessere insieme i suoi diversi viaggi alla ricerca della verità e della connessione con il Divino attraverso la guida di questi saggi maestri. I suoi progetti l’hanno condotta ad assistere ad una conferenza di Anziani Indigeni in Francia, dove ha incontrato un uomo di medicina che la introdusse e la iniziò alle cerimonie e ai rituali Lakota.

Dopo aver completato il suo apprendistato, Ena tornò a Santa Monica, in California, per approfondire il suo lavoro nella musica e nella guarigione.

Ha registrato e pubblicato “From Within”, un album ricco di canzoni che si riferiscono alle sue esperienze di vita. Durante questo periodo di registrazione, di pubblicazione e promozione del suo album, Ena si è anche dedicata a studi yoga vicino a Los Angeles. Ha notato quanto fosse potente cantare le sue canzoni di devozione, mentre altri praticavano lo yoga. E’ stato in questi studios che le canzoni per il nuovo album di Ena Vie, “Heart of Devotion” sono sbocciate.

“Heart of Devotion” è una raccolta di mantra e preghiere, sia in sanscrito che in ebraico, che Ena ha cantato per molti anni. La musica e le parole si combinano con tradizionali melodie e testi da lei riscritti.

Il Viaggio l’ha portata a trovare l’amore, la guarigione, il riposo e la facilità nell’espressione del suo vero sé. Questa essenza è espressa più definitivamente nella sua musica, dove lei traduce la sua connessione con il Divino attraverso ogni canto devozionale.

Grazie al suo fascino carismatico e alla sua saggezza umoristica Ena invita il suo pubblico a ricordare la bellezza e la perfezione che ognuno di noi è. La sua musica esprime un vasto mosaico di influenze che vanno dal rock, pop/funk e folk ai ritmi indigeni, ai canti tradizionali.

Che cosa significa Amore Incondizionato Ena?

L’amore non ha un ordine del giorno, nessuna causa, nessun risultato, nessun piano … L’amore è ciò che siamo, al di là dei limiti del nostro condizionamento o delle idee di chi siamo o della nostra formazione … siamo nati per amore, creati per amore e noi siamo amore. Come dice Rumi, “Il tuo compito non è quello di cercare l’amore, ma semplicemente di cercare e trovare tutte le barriere dentro di te che hai costruito contro di esso.”

Ena che cosa significa il perdono?

Nella canzone, “Earth Prayer” ho incorporato il mantra hawaiano di Ho’oponopono nel ritornello, “Mi dispiace, perdonami, ti amo, Grazie.” Secondo la tradizione hawaiana Huna, offrire il perdono è un atto utile ad aggiustare le nostre relazioni con quelli a cui abbiamo fatto del male. Per me, chiedere perdono è riconoscere che ho agito partendo da un luogo di dolore e di paura, e non da un luogo di amore. Hafiz dice: “Il perdono è parte del tesoro è necessario per forgiare le tue ali di falco e tornare al vero regno della libertà divina.”

Testo tratto da www.onetheevent.org

Il sito di Ena: www.enavie.com

Cos’è Huna?

Alle Hawaii, l’insegnamento che oggi viene diffuso nel mondo con il nome “Huna” originariamente era chiamato Ho’omana e probabilmente alle Hawaii viene ancora chiamato così. Il “Mana” alle hawaii corrisponde al Prana, al Ki, allo Shakati, insomma quello che in occidente definiamo più o meno come “energia vitale”.

Ho’omana perciò con il “Ho’o” causale (che rende azione la parola che segue) significa “rendere attiva l’energia vitale”.

I Kahuna hawaiani i quali praticavano queste tecniche più che preoccuparsi di diffonderle nel mondo di parlarne o scriverne, come amiamo forse un po’ troppo fare in occidente, sapevano che tutto il potere e tutta la forza emanata dall’Uno, la fonte di tutto ciò che è, è disponibile per tutti. Oggi queste conoscenze si stanno diffondendo più o meno pure, in tutto il mondo di oggi, sotto l’appellativo di “Huna”.

Anche nelle altre culture del pianeta, come ormai sappiamo bene sono presenti i resti di queste antiche conoscenze, ma appunto per  noi oggi da molte altre culture sono rimasti disponibili solo i resti perché a partire dal 325 dC, un’onda cominciò a spazzare tutto il pianeta nel tentativo di distruggere i sistemi bilanciati e con essi gli insegnamenti originali dei popoli della Terra.

Uno degli scopi dell’insegnamento originale era lo studio dei modi per aumentare la consapevolezza della potenza dell’ energia vitale, per consegnare ad ogni singolo essere umano il potere nelle proprie mani, perché ognuno potesse creare tutto quello che voleva nella propria vita. Il concetto di forza vitale è un concetto fondamentale in ogni cultura. Ciò che è importante in ogni processo è quello di imparare a fare i collegamenti con le fonti di Mana dentro e fuori di noi. L’ambito di Huna è molto ampio perchè sostanzialmente c’è un solo insegnamento che ha molti nomi diversi.

Liberamente tratto da: ancienthuna.com

Omaggi Ho’oponopono


Ho'oponopono con la Mala (PDF/EPUB/KINDLE)

108 Grani Ho'oponopono (AUDIO MP3)

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