Sopra(V)vivere
PREGHIERA
Sii con noi ed in noi
Dio Padre Onnipotente,
asciuga le nostre lacrime
ma non negarcele se sono mezzo per
raggiungerti.
Riponi fiducia in noi,
malgrado i nostri errori,
soccorrici nei dubbi ed esaltaci nelle
vittorie.
Vogliamo raggiungere te
E tu sai che la via non è lieve,
ma con te in noi e noi con te
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C’è una grande differenza tra Vivere e Sopravvivere, ma la granparte dei nostri colleghi umani accetta e si accontenta di sopravvivere essenzialmente per due ordini di motivi: il primo perchè, sembrerà assurdo, è più facile; il secondo perchè molto spesso nessuno mai ci ha insegnato che esiste un’alternativa grandiosa al Sopravvivere e si chiama VIVERE!
Ma se uno decide di Vivere, non può che farlo alla grande!!!
Bene, per vivere consapevolmente la vita entusiasmante che ci siamo scelti non dobbiamo fare altro che permettere alla parte più profonda di noi stessi di vibrare all’unisono con tutto il nostro essere, in modo forte, vitale e libero!
Questa parte interiore così preziosa è presente in ognuno di noi, solo che moltissimi non lo sanno e vanno avanti per la loro strada trascurando l’inestimabile tesoro che possiedono.
Proseguono il loro cammino, rinunciando al proprio tempo, rinunciando al proprio spazio, rinunciando a se stessi in favore di certi non meglio identificati pseudo-valori.
Per imparare a vivere quindi il primo passo è quello di decidere definitivamente di smettere di dipendere completamente dalle circostanze esterne. Chiudere una volta per tutte con le lamentele incessanti nei confronti del governi, degli insegnanti, dei superiori, dei parenti,dei vicini di casa, dei genitori, dei figli, del partner, dell’amante…. e cominciare a intervenire sulle situazioni in maniera produttiva partendo dal miglioramento dell’unico soggetto sul quale abbiamo un reale potere di intervento: ME-STESSO!!!
Quando finalmente impareremo a guardare dentro di noi invece di colpevolizzare continuamente “gli altri” (che per inciso non sono che la proiezione di noi stessi) ci accorgeremo di quante soluzioni troveremo in quel fantastico mondo interiore che ognuno di noi è.
“Conosci te stesso e migliorerai il mondo” (non so chi l’ha detto)
“Sii il miglioramento che vuoi vedere nel mondo” (questa so chi l’ha detta, ma lo sapete anche voi no?) ![]()
Più siamo consapevoli della nostra interiorità più potere abbiamo sulla realtà che ci circonda.
Impariamo ad AMARE, a fare dell’amore lo scopo della nostra vita, attraverso la strada dell’auto-coscienza mediante l’osservazione senza giudizio, della nostra interiorità… così facendo rischieremmo davvero di riuscire finalmente a diventare ESSERI UMANI VIVI!!!
<<Per vivere bene non è più tempo di analisi complesse, non è più necessario rivisitare il passato, non serve a nulla voler scavare in sé per condannarsi o per assolversi:
ORA
serve solo l’Abbandono fiducioso e lineare alla Vita.
È sufficiente che nel vivere quotidiano si applichi la semplice regola cosmica
“Amati e non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”.
Nell’Amore verso se stessi è racchiuso il segreto dell’Armonia.
Amarsi con Consapevolezza,
amarsi con Semplicità,
accettarsi con la Consapevolezza di essere parte di un Tutto,
accettarsi con la semplice convinzione di non esserci fatti da soli,
che il nostro compito è solo quello di capirci,
di migliorare le nostre caratteristiche
e senza pretendere di stravolgere la base di cui siamo portatori.
Ognuno è diverso dall’altro ma ha in sé la stessa componente energetica: i codici divini.
Essere consapevoli di ciò porta a non lottare per affermare le proprie idee contro quelle altrui, poiché l’altro ha in sé – come noi – gli stessi codici divini.
Anche se le manifestazioni esterne sono diverse, la sostanza energetica è uguale per tutti>>
(Carla Parola – Terza Lettura)
E vorrei aggiungere che la regola cosmica diventa ancora più produttiva se enunciata così:
“Amati e fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te!”
La maggior parte delle esistenze non sono vissute, ma sopra(v)vissute nel senso che si tratta di una sorta di corsa ad ostacoli con l’obiettivo di superare sofferenze, dolori, guai, prove che ci si parano (inaspettatamente??) davanti, e quello che è più triste è che molto spesso ci si trova a dover sopra(v)vivere a se stessi, perché non tutti gli uomini sanno amarsi, acettarsi, conoscersi. La conoscenza di se stessi è forse la questione più importante e allo stesso tempo più impegnativa del nostro percorso terreno. Spesso ci sembra che quella della conoscenza di se stessi sia una cosa ovvia, spesso banale, fino a quando non ci troviamo di fronte a prove, ad ostacoli grandi e ci accorgiamo di reagire in maniera imprevista, inaspettata, quasi come fossimo degli estranei a noi stessi. Ecco quindi che le nostre scelte non sono più allineate, sono disarmoniche, inceppate,contrarie alla nostra energia vitale!
Gli ostacoli che ci troviamo ad affrontare non ci sono caduti in testa a casaccio, è il nostro Io superiore che ce li propone, sempre con delle ragioni validissime e sempre assolutamente calibrati alle nostre forze! Magari il nostro ego non è in grado di comprenderle queste ragioni, ma il nostro Io superiore le conosce molto bene! Sono proprio queste difficoltà che ci permetteranno di raggiungere una conoscenza di noi stessi e una armonia vibrazionale profonda con noi stessi e con l’universo, consentendoci di essere consapevolmente parte del Tutto in maniera duratura ed equilibrata.
A volte ci sembra impossibile sopra(v)vivere alle difficoltà che la Vita (Io Superiore) pone, proprio perché non abbiamo ancora raggiunto la conoscenza profonda di noi stessi e non abbiamo l’umiltà di accettare questa eventualità. Il più delle volte è molto più facile incolpare chissachì di quel che ci capita e così scrollarcene di dosso la responsabilità,a in questi casi buttiamo i panni con l’acqua sporca, in quanto scrollandoci di dosso le responsabilità ci precludiamo anche la possibilità di risolvere le questioni in maniera produttiva.
Se riuscissimo a fare delle profonde analisi di noi stessi osservando umilmente in maniera distaccata le situazioni che ci coinvolgono, allora sì potremo avere la certezza di poter sopra(v)vivere, anzi di VIVERE!
Se invece ci ostiniamo a pensare che non è giusto, che perchè proprio a me, che non sono più in grado di sopportarlo e così via… l’evolversi sarà deleterio!
Ma proviamo a fidarci di noi stessi, ad amarci e a crederci, finiamola di re-agire anzichè agire sempre guidati dalla prospettiva di cosa penseranno gli altri.
Il nostro obiettivo è quello di raggiungere la pace interiore e quindi di dare le adeguate risposte a ciò che la situazione ci propone.
Tutto ciò che ci capita… non ci capita, è mirato , anzi siamo noi stessi a richiederlo e ogni situazione possiede una vibrazione che deve essere armonizzata per permetterci di crescere, di VIVERE, smettendo di sopra(v)vivere.
Se riusciamo a capire questo allora smetteremo di ribellarci, e saremo finalmente in grado di accettare e quindi di fluire insieme agli eventi, rendendoli nostri alleati, anzichè ostinarci a combatterli.
Smettiamola di convincerci di “non meritarlo”, che non è adeguato a noi, che era più appropriato capitasse a Tizio o a Caio, dobbiamo arrivare a metabolizzare il fatto che se così fosse non ci sarebbe successo. Se le premesse fossero state differenti, diverse sarebbero anche le conseguenze. Non può “succedere” quello che l’individuo non è in grado di sopportare e di gestire è ciò che “capita” non è MAI una punizione! La punizione non è contemplata dall’Amore e l’energia che ci avvolge che si permea è essenzialmente Amore, ergo…
Proviamo a capire che le difficoltà sono opportunità, insegnamenti, che comunque noi abbiamo le capacità e il potere di gestire al meglio.
Se non riusciamo a comprendere questo non potremo che avere re-azioni violente, di negazione di ciò che è, di non accettazione dell’essenza, di allontanamento dall’Amore!
Quindi così facendo non potremo mai sfruttare al meglio le opportunità di crescita, non faremo altro che precipitare sempre più in basso nel baratro senza fondo dell’esistenza inconsapevole. Non potremo fare altro che continuare a sopra(v)vivere malamente arabattandoci mal disposti verso noi stessi e verso gli altri!
Sopra(v)vivere quindi utilizziamo col significato di Vivere Sopra, se riusciamo a porci sopra al vivere il gioco è fatto; Ponendoci come osservatori di noi stessi vivremo consapevolmente in maniera compatibile alla nostra Energia Vitale, in modo da fonderci direttamente all’Energia Divina di cui siamo parte olografica. Diamo spazio e fiducia al nostro io Superiore, al “Dio” in noi, così sarà la cosa più ovvia e automaticamente naturale vedere gli eventi della nostra esistenza da una prospettiva superiore (Sopra) affrontando tutte le situazioni con atteggiamento relativo anzichè assoluto . Non esiste l’evento assoluto, è invece tutto relativo all’atteggiamento mentale e quindi qualunque cosa della nostra vita va affrontata in modo relativo in modo da comprenderla profondamente e consapevolmente.
Se ci lasciamo prendere dal panico o dallo sconforto e ci facciamo guidare e influenzare dalla convinzione che ciò che accade è un evento assoluto incontrovertibile che si è manifestato nella nostra vita per un volere superiore ed è al di là delle nostre potenzialità, allora non solo perdiamo le proporzioni, ma abdichiamo definitivamente ad ogni nostro potere!
Per affrontare la vita in modo relativo e gestirla in modo personale è fondmentale osservare gli avvenimenti dall’alto. Questo è il sopra(V)vivere che auspichiamo!
“Vivere con lo sguardo rivolto in alto sarà un vivere estremamente facile.”
tratto da uno scritto di Carla Parola http://www.carlaparola.org/

































nulla succede per caso, tutto reca un insegnamento, anche se è difficile accettarlo, anche se non vogliamo capire! Ne sono profondamente convinta e cerco di metterlo in pratica nella mia vita! Ho’ omoe wai kahi ke kao’o (Insieme viaggiamo come acqua che scorre nella stessa direzione).
grazieeee
a me è successo e ora sto agendo non più reagendo agli avvenimenti… ci vuole tempo,neanchev tanto, ma assolutamente determinazione . grazie di cuore perchè anche grazie a quello che pubblicate la mia vita sta cambiando in meglio…. HO opoponopono FUNZIONA!!!
Il buddismo dice che ognuno di noi ha un bagaglio karmico accumulato nelle vite precedenti, ora il nostro lavoro è di renderci consapevoli che le situazioni in cui ci veniamo a trovare belle o brutte che siano fanno parte della nostra retribuzione karmica. Possiamo quindi vederle come opportunità per lavorare su noi stessi e trasformare in questa vita il nostro karma. Grazie
Io mi trovo nella esatta situazione descritta qui sopra ne sono consapevole ma piu mi sforzo di rilassarmi e fidarmi di me stessa e più mi sento ansiona riguardo il futuro, qualche utile consiglio? Grazie Carla.
una lezione garbata di sopravivenza costruttiva!un modo di guardare alla nostra esistenza con leggerezza e consapevolezza lasciandoci guidare dal’amore e dalla fiducia in noi stessi..un sorriso vale più di una lacrima e risolve facilmente le grane che creiamo per allenarci a vivere comprendendo che il nostro passaggio terreno è solo un momentaneo stato di apprendimento,stabilito al fine di portarci all’unione con il divino.un invito a considerare ogni ostacolo un’opportunità ,che ,se ben sfruttata,ci può far guadagnare un sacco di tempo da spendere ,poi, per essere felici..
nn è semplice. X niente. Uscire dalle convinzioni acquisite in anni di vita vissuta precedentemente. Nn è semplice essere al di sopra di se stessi e cercare di capire come agire e nn reagire in modo isterico e convulso. Le cose accadano e bisogna accettarle e superarle. Accettarle a volte è semplice, ma riuscire a determinare l’azione giusta nn lo è. Vero ke l’Universo è energia, noi siamo energia è di conseguenza siamo ciò ke “pensiamo”. Ma è dura. Stò cercando. All’inizio mi era sembrato semplice, ma nn lo è. Nn è semplice, ma devo solo riuscire a trovare la reazione giusta e poi uscirò alla luce, forse sono già uscito, solo ke nn me ne stò rendendo conto colpa delle convinzioni limitanti acquisite nel passato.
che non sia facile è fuori discussione… ma che sia l’unica strada sensata anche!
smack jo
ps comunque ti assicuro che più ci provi più facile diventa
L’amore terreno non è profano, non è scandaloso, ma è necessario passaggio per arrivare all’amore divino.Chi non prova amore verso sè stesso prima, verso gli altri poi, non può raggiungere Dio.
Dio è amore assoluto: tutto quello che rappresenta, che emana, che vuole, che impone, che chiede è AMORE.
Non capire che questo amore passa attraverso la terrenità, per poi evolversi, è non capire che terra e cosmo, mente ed istinto, sono collegati fra loro: sono la stessa cosa con diverse vibrazioni e percezioni.
L’amore terreno nasce da attrazione, da similitudine, da diversità: può essere coinvolgente, accecante oppure tiepido e ragionato, ma è sempre il primo passo che l’uomo deve fare per dividere la sua interiorità con altri.
L’uomo deve arrivare a compenetrarsi nei desideri e nelle aspettative di chi lo ama e questo apre a nuovi orizzonti. Con questo scambio reciproco di amore, gli esseri umani imparano a porsi non come soggetti unici ed assoluti, ma come soggetti inseriti in un mondo cosmico che TUTTI accomuna e tutti coinvolge.
Il passo successivo deve essere quello verso l’amore divino, che non è più coinvolgimento di altri nei nostri sentimenti, ma è un lasciarsi coinvolgere da Dio verso di Lui.
È questo l’amore più grande che l’essere vivente può esprimere, ma solo quando la sua parte terrena ha superato l’amore meschino ed egoistico per un solo essere, per spostarsi verso l’unico e solo Essere degno di essere amato senza riserve, né tornaconti, né falsità: DIO
Con l’amore terreno si pongono le basi del saper amare, del sapersi donare; ma troppo spesso questo amore è visto come mezzo per avere, per chiedere, per gratificarsi attraverso gli altri. Con il raggiungimento dell’amore divino si è consapevoli che niente si deve chiedere perché TUTTO CI È DATO
Nulla si può evitare perché Dio ci vuole obbedienti ed in sintonia con il suo volere.
(Carla Parola – Concetti)
carla, l’unico consiglio possibile è cambiare prospettiva!
Osservazione giusta; nulla di ciò che accade avviene per caso…ogni piccola , grande e differente cosa che succede ha una sua motivazione ….e magari dà l’imput per renderti tutto più chiaro , capire chi sei e perchè! Grazie
LA VITA È (SE STESSA)
Molti sono convinti di vivere la vita e addirittura che chi la vive (“loro stessi”) sia reale, il sé reale. Questa fantasia è una conseguenza dell’esistenza dell’identità immaginata (falso individuo) e dell’identificazione con il corpo fisico, le emozioni e i pensieri, per cui si formano concetti come: (io) vivo, (io) sento, (io) mangio, (io) parlo, (io) vedo…, relativi all’idea di essere colui che vive, sente, mangia, parla, vede…
L’individuo non è il sé reale e non vive la vita, è la vita stessa. Sentire, mangiare, parlare, vedere…, sono processi della vita, segmenti dell’individuo.
La presenza dell’identità immaginata fa sembrare che a vivere, sentire, mangiare, parlare, vedere… sia un soggetto particolare e, forse, indispensabile per lo svolgersi della vita. Invece, l’identità immaginata è soltanto un soggetto immaginario, del quale non soltanto la vita può fare a meno, ma anzi, è integrale soltanto quando lui non c’è. La vita è di per sé un’entità e non ha bisogno di qualcuno che la viva.
Durante la Consapevolezza integrale, non c’è un qualcuno (“identità immaginata”) che immagina di vivere, c’è semplicemente la vita integrale. Non c’è la vita concettualizzata (io) vivo, (io) sento, (io) mangio, (io) parlo, (io) vedo…, ma esiste semplicemente la vita, il sentire, il mangiare, il parlare, il vedere…, la vita vive pienamente se stessa, più precisamente è compiutamente se stessa. La vita è un’illusione e l’inganno che ci sia qualcuno che la vive è un abbaglio, un’illusione nell’illusione.
Andrea Pangos http://www.andreapangos.it/origine_vita.html
CARISSIMI
GRAZIE PER PARLARE D’AMORE E DI VERITA’ COSI’ PROFONDAMENTE!
SEMPRE LA VIA E’ UNICA E CHIARA E …PERCORRENDOLA TUTTI CE LA FAREMO.
UN TENERO ABBRACCIO LUMINOSO
LUCIA
Un Rabbino stava tenendo le sue lezioni sulla Torah, la sacra scrittura Ebraica, a un piccolo gruppo di giovani studenti ebrei. Un giorno, durante i loro studi, essi trovarono una frase che diceva: “La persona realmente evoluta è solo quella che continua a sorridere nel mezzo delle più grandi difficoltà.”
I giovani studenti ebbero qualche difficoltà ad accettare questa affermazione ed il suo reale significato. “Se noi siamo realmente in difficoltà, come ci è possibile sorridere in queste condizioni?” chiesero al Rabbino.
Il Rabbino si tolse gli occhiali e guardò pensierosamente i suoi giovani studenti. “Ad essere veramente onesto con voi” disse, “io stesso non so rispondere a questa domanda. La verità è che anch’io non so sorridere quando mi trovo in difficoltà. In quei momenti mi sembra di non ricordare come fare a sorridere.”
Il silenzio prevalse nella classe in quanto l’insegnante e gli studenti stavano riflettendo sulla questione. Il Rabbino, dopo la pausa, continuò: “Comunque, io credo ci sia qualcuno che può darvi la risposta.” Egli continuò dicendo ai suoi studenti di un uomo anziano che viveva nella loro città, non lontano dalla sinagoga. E’ stato un bambino abbandonato, un orfano. Quando crebbe, entrambe le sue gambe furono paralizzate in un incidente. La sua vita è stata tutta una lotta, una saga di dolore e sofferenza. “Ciò nonostante,” concluse il Rabbino, “ha sempre un amorevole sorriso sulle labbra! Egli è un meraviglioso essere vivente. Voi dovete andare da lui e chiedergli di rispondere alla nostra domanda.”
Gli studenti rimasero stupefatti nel sentire di questo uomo coraggioso. In gruppo essi andarono e bussarono alla sua porta. La porta fu aperta dall’uomo stesso che si muoveva velocemente su una sedia a rotelle. Egli accolse cordialmente i giovani studenti e chiese loro il motivo della loro visita.
“Signore, è a causa di questo testo che noi stavamo discutendo in classe” disse titubante uno di loro.
“E’ su come una persona deve continuare a sorridere tra le più grandi difficoltà della vita. Il Rabbino ci ha detto che tu sei la miglior persona per parlarci di ciò.”
“Rispondici, per favore” aggiunse un altro.
“Come fai a continuare a sorridere tra così tanto dolore e sofferenza?”
“Sono dispiaciuto, voi siete venuti all’indirizzo sbagliato!” rispose il vecchio uomo, con genuina sorpresa. “Ho 73 anni e in tutti questi anni non ho mai dovuto incontrare alcuna difficoltà! Il Signore è sempre stato buono con me e mi ha sempre protetto nella Sua misericordia. Come posso io insegnare a voi come sorridere tra le difficoltà?” Questo fu davvero un uomo che visse in stretta vicinanza con Dio!
Nei momenti di difficoltà non dite mai: “Dio, ho un grosso problema!”
Dite, invece: “Ehi, problema, io ho un grande Dio!” e ogni cosa andrà per il meglio.
Dal sito “I Colori della Vita”
siamo noi il risultato di noi stessi…
Si, a volte mi capita di pensarci: Sto vivendo o sopravvivendo? Credo la paura ci spinga a sopravvivere piuttosto che vivere e l’amore ci esorta a vivere. Possiamo imparare a vivere con più amore e meno paure? La risposta è ovviamente Sì e io ci sto privando? Siamo ottimisti, riuscendo?
Non posso farti felice perchè già lo sei oltre ogni limite.
Alessandro